Cosa desideri trovare?

Scrivi (anche) per chi legge?

Studio Netiquette / Avvio  / Scrivi (anche) per chi legge?

scrivi per chi legge

Scrivi (anche) per chi legge?

Scrivi (anche) per chi legge“: se Ti stessi dedicando alla comunicazione della Tua professione, questo è il promemoria che lascerei sulla Tua scrivania.

Perché sai già che professione svolgi, come la svolgi e come sei utile: ora serve anche a chi legge scoprirlo, capirlo e aver voglia di contattarTi.

Per questo ho pensato di dedicare qualche riga a una delle “cattive pratiche” più comuni da evitare: quella di scrivere (di sé) per sé.

Il punto è che in ogni comunicazione che funziona i partecipanti sono

almeno 2: noi stessi e un altro.

Nella redazione dei contenuti per le pagine del sito web e degli altri canali – slide incluse – questo si traduce con un’attenzione duplice: a quello che vuoi scrivere Tu e a quello che vuole trovare l’altro. Il Tuo utente, potenziale cliente.

A partire da una domanda:

perché dovrebbero leggerlo?

Perché un contenuto che parla di Te, della Tua professione, può essere cercato e aver valore anche per un’altra persona?

Questa è la chiave: chiederTi perché (qui mi ci sono soffermata).

A cui segue il passo: tradurlo in parole significative per Te e per l’altro. Rendere cioè i Tuoi contenuti utili, comprensibili (e leggibili: lo scrivo meglio qui) – allo stesso tempo per Te e per chi legge.

Nella pratica puoi iniziare da 3 punti.

1. La Tua Mucca viola

cioè, il degno di nota. Definirla (primo) e declinarla (secondo) nelle risposte che dà ai Tuoi utenti. Cosa fai Tu che risponde alle loro esigenze? Dove i Tuoi bisogni incontrano i loro?

È questa la più bella e riuscita comunicazione (e la versione umana del marketing che piace tanto a me): la soddisfazione vera e reciproca.

A questo proposito, può esserTi di aiuto anche un altro pensiero: il fatto che

“non acquistiamo prodotti, acquistiamo versioni migliori di noi stessi”

2. I Tuoi testi

che siano della brochure, del sito web, della presentazione sulla pagina Facebook, Linkedin, ecc…

Da frasi come – per esempio – “Leader sul mercato dal …, con fatturato di …”

alla loro traduzione in – per esempio – “Ti accompagno nella gestione della contabilità del Tuo studio, al passo con i tempi dal …”

Per far incontrare il Tuo desiderio di sottolineare l’esperienza, la solidità, ecc… del Tuo studio e quello del Tuo utente di capire cosa significa questo per lui.

Lo stesso vale per la scelta del linguaggio negli articoli del Tuo blog professionale:

se Ti rivolgessi a un pubblico di addetti ai lavori puoi mantenere il Tuo linguaggio tecnico. Altrimenti avrai bisogno di rendere i contenuti in parole al tempo stesso precise e comprensibili per chi legge.

Un esempio per intenderci

Se fossi psicoterapeuta e scrivessi articoli per collegh*, puoi mantenere il linguaggio tecnico “parafilie“.

Se fossi psicoterapeuta e scrivessi articoli per potenziali utenti-clienti, avrai bisogno di tradurlo nel loro linguaggio affinché possano trovare e capire i contenuti che cercano.

Nel mezzo ci sarà la Tua abilità di attenerTi alla precisione della terminologia del Tuo ambito professionale (senza approssimarla per difetto o distorcerla) e usare espressioni e contesti adatti per farlo (in questo posso esserTi di aiuto).

Infine, Ti è utile farlo con un occhio alla questione SEO.

3. I Tuoi gadget

come cartelline, sacchetti, penne, ecc…

A meno che Tu abbia scelto di intraprendere – e investire in – una strategia di immagine e marketing simile a quella di Apple in cui il simbolo stesso della mela è cercato e condiviso con “vanto”, appartenenza, ecc…

Ti propongo di evitare il Tuo nome e/o logo a tutto campo – errore che ho fatto anch’io nei primi mesi di lavoro, ops.

Che il Tuo riferimento ci sia, certo, ma che altri elementi diano senso e motivazione a quell’oggetto di essere portato con sé dal punto di vista dell’utente. Magari li troverà belli da usare o specchio del suo pensiero: per esempio con un aforisma, un disegno, ecc… che riconduca all’esperienza condivisa da Te – nel Tuo ambito professionale – e dall’utente a cui Ti rivolgi.

In breve,

“scrivi (anche) per chi legge”

può essere anche la frase-antidoto da portare con Te da oggi e per il domani:

per tutte quelle volte – al momento della creazione delle slide di presentazione, delle brochure per un evento, … – in cui una tentazione “solo autorefenziale” sarà lì a batterTi sulla spalla – e succede/è successo, prima o poi, a tutti noi 🙂

SteFania di Studio Netiquette

Ciao, sono Stefania Lovaglio, l'autrice di questa guida pratica. Altri spunti e strumenti utili per la #VitaDaProfessionista continuano sulla pagina Facebook “Netiquette” @LaNetiquette

Tu cosa ne dici?