
Il MenoPerPiù dei 3 setacci
Queste righe sul MenoPerPiù dei 3 setacci nascono dall’insieme di due applicazioni del meno e/è meglio:
una nello stile di #VitaDaProfessionista (e di ogni vita in genere) per fare chiarezza su ciò che ha davvero valore per noi. E lo prova a fare attraverso processi di messa a fuoco e selezione, come per esempio, in 3 parole, attraverso decluttering, downshifting e minimalismo digitale • su cui ho già scritto una pagina dedicata (questa).
Per una testimonianza•riepilogo di questa accezione ho trovato un TEDx:
L’altra applicazione è quella che propongo in ambito comunicazione e qui con il
MenoPerPiù dei 3 setacci.
Lo presento attraverso un dialogo (tratto da un libro):
• Sai cosa ho appena sentito sul tuo amico?
• Un momento – rispose Socrate – prima che me lo racconti, vorrei farti un test, quello dei tre setacci
• I tre setacci?
• Ma sì – continuò Socrate – prima di raccontare ogni cosa sugli altri, è bene prendere il tempo di filtrare ciò che si vorrebbe dire. Lo chiamo il test dei tre setacci. Il primo setaccio è la verità. Hai verificato se quello che mi dirai è vero?
• No, ne ho solo sentito parlare
• Molto bene. Quindi non sai se è la verità. Continuiamo con il secondo setaccio, quello della bontà. Quello che vuoi dirmi sul mio amico, è qualcosa di buono?
• Ah no! Al contrario
• Dunque – continuò Socrate – vuoi raccontarmi brutte cose su di lui e non sei nemmeno certo che siano vere. Forse puoi ancora passare il test, rimane il terzo setaccio, quello dell’utilità. È utile che io sappia cosa avrebbe fatto questo amico?
• No, davvero
• Allora – concluse Socrate – quello che volevi raccontarmi non è né vero, né buono, né utile: perché volevi dirmelo?
P.S. Qui Socrate non è il filosofo dell’Antichità, è il nome di un personaggio del libro.
Ecco: lo immagino calato anche nelle nostre vite e mi viene così:
che la nostra comunicazione sia vera, buona e utile.
E a quel punto, la vedete anche voi la rivoluzione?


