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Sai del famoso passaparola?

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Il passaparola non è uno strumento metodico di lavoro

Sai del famoso passaparola?

“Vivo di passaparola”: l’ho sentito ancora dire.
Sì, è vero: il passaparola è il passaparola.
Ma anche per lui non è più “come una volta” (come dicevamo anche qui).

Prima di tutto perché oggi

lo strumento visivo – foto/video – è il più utile

e, per certi versi, il più efficace, per

  • creare vicinanza
  • suscitare fiducia
  • veicolare un messaggio
  • orientare la scelta.

Pensa alla sezione foto dei social network (come Facebook) o alla diffusione di Instagram.
Alle gallerie fotografiche sui siti web.
Alle foto dei piatti su TripAdvisor e simili.
Sono tra i primi contenuti che probabilmente anche Tu guardi per farTi un’idea generale e poi scegliere chi non conosci.

Come lavora quell’architetto? Quali disegni ha già pubblicato quell’illustratore? Quali siti quel web designer? E così via… Foto dei bagni inclusi per la struttura in cui alloggiare 😉
In questi casi, cioè, funziona il detto

1 immagine vale più di 1000 parole.

Nel passaparola questa opportunità è debole o assente: anche perché significherebbe usare il Tuo smartphone come catalogo o presentazione dei lavori di tutte le persone che conosci (mica tanto comodo).

Inoltre,

il passaparola è soggettivo, a Tuo favore o sfavore.

E negli anni si è riprodotto anche sul Web: una sede molto più grande.
Così, al passaparola tradizionale si è aggiunto anche quello online: che influenza.
Infatti, davanti alle recensioni – cioè pareri di perfetti sconosciuti, di cui non sappiamo perché scrivano, che gusti abbiano, come vivano – come quelle di TripAdvisor, di Facebook o ai commenti sui gruppi social a tema o sui forum – per esempio di medicina – ci fermiamo e forse, in qualche modo, affidiamo.
Ti ritrovi anche Tu?

Quindi, tra passaparola interessati e disinteressati, più o meno precisi, più o meno veritieri, è meglio che Tu abbia un riferimento ufficiale relativo al Tuo lavoro: un modo di pubblicare sul Web la Tua versione dei fatti.

Dove puoi dedicare spazio alla presentazione – nello stile che più Ti rappresenta – di chi sei, di che professione svolgi, in che ambiti e perché vale la pena che gli utenti scelgano proprio Te (hai letto la questione della Mucca viola?).

A questo proposito il Web è a tutti gli effetti uno strumento di supporto ed è un’opportunità reale: dove puoi avere una sede aperta e consultabile sempre e ovunque, 24 ore su 24, che dà visibilità al Tuo nome, a ciò che fai e permette che tutto questo resti attivo e lavori per Te, oltre le Tue cerchie di conoscenze, anche quando sei fuori dall’orario di lavoro e della Tua sede.
E, soprattutto, Ti dà i vantaggi di un riferimento professionale che controbilancia ogni tipo di passaparola – sia fondato sia infondato e dà spazio a molti dettagli (incluse mappe, fotografie, …)

quando i dettagli non sono un dettaglio

soprattutto oggi visto il numero di persone che svolge la Tua stessa professione: più alto di ieri.
Numero che comprende anche un’abbondante concorrenza a ribasso – di competenze e listino: un richiamo a volte (umanamente) invitante per chi (non del mestiere) non è in grado di valutare le differenze – e i vicini buchi nell’acqua in cui (purtroppo) cadrà.
E, in questi casi, il passaparola con il tema “conosco uno che lo fa a poco” rischia di sovrastare il motivo e il modo per cui lo faccia, a prescindere, a poco.

Il Web è utile sia per chi cerca il Tuo nome consigliato da qualcuno di fiducia sia per chi, mentre naviga online alla ricerca della Tua figura professionale, trova il Tuo nome e, grazie ai Tuoi contenuti online, ha modo di scoprire di più.

Sul’importanza di non affidarsi al solo passaparola, c’è poi un’ultima questione:

il passaparola non sempre è disinteressato

è frutto di strategie di marketing ben camuffate, diciamo così – anche tra contatti a noi vicini – di cui Tu ed io non siamo messi al corrente.
Sai per esempio che oggi spesso il passaparola è a pagamento?

Alcuni ci hanno creato un tipo di marketing, quello che si chiama referral o network marketing.
Per i miei gusti troppo poco trasparente, in particolare in merito alle leve che applica per creare adesioni.
(Poi diciamolo, c’è anche chi usa il passaparola al limite dell’etica e della legalità, con caratteristiche che ricordano quell’illegale schema Ponzi, hai presente?)

Quindi, in conclusione, il passaparola serve se chi lo ascolta ha poi anche un riferimento dove trovare, approfondire e contattare direttamente la figura suggerita.

Per questo, se non avessi ancora un riferimento ufficiale sul Web, il mio suggerimento è di attivarTi subito: di muovere i primi passi anche oggi stesso.

Puoi partire con una semplice lettura

3 guide, pratiche, mirate per la Tua libera professione:
una sui tipi di canali web che puoi usare
– un’altra sull’ordine in cui avviare ciascuno strumento web.
– la terza sul modo di gestire la Tua comunicazione: cioè con un piano e non “a casaccio”.

PS. Volessi parlarne insieme, faccia a faccia, mi puoi contattare.

Se invece ne avessi già uno, il mio suggerimento è di controllarlo oggi stesso, per valutarlo. Per chiederTi come lo trovi, magari a distanza di tempo dall’ultima volta che l’hai consultato.

  • È completo e aggiornato? Cioè, ha tutte le informazioni utili e corrette?
  • È chiaro per i non addetti ai lavori? (Ricorda che chi legge, se non del settore, potrebbe trovare difficile il linguaggio tecnico-specifico)
  • Il Tuo riferimento online è facile da trovare?
  • Si legge anche dallo smartphone? Visto che è ufficialmente lo strumento di navigazione web più usato dagli italiani.
  • Fa capire quali esigenze soddisfi e perché rivolgersi proprio a Te?

SteFania di Studio Netiquette

Ciao, sono Stefania Lovaglio, l'autrice di questa guida pratica. Altri spunti e strumenti utili per la #VitaDaProfessionista continuano sulla pagina Facebook “Netiquette” @LaNetiquette

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