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Cos’ha Lei che Lui non ha?

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elisa traduttrice e google translate a confronto

Cos’ha Lei che Lui non ha?

Lei è Elisa.

Ti ricordi? Traduttrice di mestiere, mamma e amante dell’ambiente, ci aveva dato preziosi consigli: sulla sua libera professione e sugli oli essenziali utili in questa #VitaDaProfessionista. Te la fossi persa, l’intervista integrale è questa.

Lui è Google Translate, il traduttore online di Google.

Ti avevo anticipato che avrei chiesto a Elisa di raccontarci ancora qualcosa sul mondo della traduzione, qualche libro, qualche film e qualche ricetta di spuntino autoprodotto.
E così ho fatto 🙂

Le ho chiesto

  1. Pregi e difetti di Google Traduttore/Translate
  2. Libri e film consigliati su traduzione e ambiente
  3. Ricette di spuntini veloci per liberi professionisti-freelance.

Nelle prossime righe trovi le risposte al primo punto.
Nella guida successiva, le risposte agli altri due: così sono più agili da leggere.

La parola a Elisa.

Le traduzioni di Google Translate

Google Translate

  • è di sicuro tra gli strumenti di traduzione più veloci: più veloci da trovare e più veloci da consultare. Apri Google, digiti la parola o la frase: quasi in tempo reale ottieni il risultato
  • è intuitivo (usabile direbbe qualcuno 😉 ) nell’utilizzo: a prova di chiunque
  • è gratuito
  • nel tempo è diventato più accurato e affidabile (soprattutto in lingua inglese) per traduzioni “al volo”, funzionali a capire il significato generale di un testo.

L’altro lato della medaglia è che Google Translate non è da considerare uno strumento adatto per traduzioni di qualità: cioè per esempio per i testi che ci servono – sul Web e su carta – nel nostro ambito professionale.

  • Prima di tutto perché non può (o almeno non ancora) trasmettere la reale intenzione del testo originale.

Le traduzioni di persona

In particolare, oggi, secondo me, soltanto un essere umano è in grado di riportare in una traduzione

  • La struttura
    Perché solo chi conosce davvero bene una lingua sa comporre una frase: cioè sistemare uno dopo l’altro i vari elementi nella frase in modo tale che possa suonare corretta all’orecchio di una persona madrelingua.
    L’ordine degli elementi è diverso in ciascuna lingua e Google Translate non è in grado di renderlo.
  • I sinonimi
    Perché sì, Google Translate si affida a tutti i vocabolari di sinonimi e contrari della Rete che non sono pochi. Sono comunque limitati e non riescono a raggiungere la completezza delle possibilità lessicali che, invece, un traduttore di professione dovrebbe possedere.
  • Le sfumature
    Perché ogni termine nasconde in sé tracce e allusioni a qualcos’altro, che possono comprendere elementi legati alla società, alla storia, ai costumi, alla cultura in generale.
    Solo il traduttore capace, in carne e ossa, ha una conoscenza ottimale della propria cultura ed è in grado di adattare il testo di partenza alla cultura di arrivo.
  • Per concludere, aggiungo un parere più personale: Google Translate è pur sempre una macchina e per questo gli mancano la fede e l’amore che un vero traduttore ha nei confronti della lingua e che sono valore aggiunto nella resa finale dei testi tradotti.

Hai notato anche Tu questi aspetti?

Insomma, per curiosare il testo di una canzone in lingua straniera o cercare questa o quella parola all’interno di citazioni e aforismi, Google Translate “sa il fatto suo”.
Per il resto, per esempio per i testi del Tuo sito web o dei Tuoi articoli, lo sa meno 😉
Lo stesso vale per gli altri traduttori gratuiti online come Reverso Context.

Trovo sia un po’ come per le vacanze in un Paese di lingua straniera: nelle chiacchiere di tutti i giorni, riusciremo a interagire in molti contesti tra un mimo e una parola. E dire “ciao” o “buongiorno” farebbe poca differenza o sarebbe un errore trascurabile o che ci sarà concesso.
Diverso è se usassimo quel “ciao” o “buongiorno” in modo inappropriato in relazione al nostro contesto quotidiano, per esempio di lavoro.

Concordi?

Qualcosa sta cambiando con il Web semantico, l’intelligenza artificiale, i bot (quei programmi scritti per imitare il nostro modo di conversare. Sono gestiti da bot per esempio alcune chat di supporto degli operatori telefonici).
In altre parole scrivi a un operatore e Ti risponde un robot.
Tra i tanti, forse l’esempio più chiaro è quello di Siri dell’iPhone. Curiosità: è programmata per rispondere anche a queste 20 domande.

Insomma, la tecnologia dà una mano: al momento comunque la sensibilità linguistica rimane 1-0 per l’uomo rispetto alla macchina.
Di doman non c’è certezza 😉

Ora Ti lascio alla seconda parte di questa intervista: dove Ti aspettano libri, film e spuntini 😉

SteFania di Studio Netiquette

Per la Tua #VitaDaProfessionista, oltre queste guide pratiche, trovi strumenti utili sulla pagina Facebook “Netiquette” @studionetiquette

2 A questo proposito

  • Stefania

    Rispondi 12 marzo 2018 21:35

    Mi è venuta in mente la frase
    “Ecco perché è tanto difficile tradurre da una lingua all’altra: ogni lingua suddivide la realtà in modi diversi”
    (l’avevo letta in “Messaggio per un’Aquila che si crede un Pollo” di A. De Mello)

  • Stefania

    Rispondi 19 aprile 2018 9:40

    Mi fa piacere condividere un TED che ho visto: è sul linguaggio.

    Lo riassumo in una frase citata nell’incontro:
    “To have a second language is to have a second soul”

    (Avere una seconda lingua è come avere una seconda anima)

    https://www.ted.com/talks/lera_boroditsky_how_language_shapes_the_way_we_think/transcript

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