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Sono tutti uguali (?)

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non sono tutti uguali

Sono tutti uguali (?)

“Sono tutti uguali”: anche Tu hai sentito dire questa frase?

Di vini non me ne intendo: per niente. Forse perché non lo bevo quasi mai (o forse non lo bevo quasi mai perché non me ne intendo? Non so…).

Ma “sono tutti uguali“? No, non possiamo dirlo né pensarlo.

In queste righe non Ti parlerò dei miei gusti enogastronomici, eh 😉

Mi è venuto in mente l’esempio del vino mentre vedo replicarsi uno degli errori più frequenti: proprio quello di dire/pensare “sono tutti uguali” davanti a ciò che non conosciamo bene.

Ci siamo caduti tutti almeno una volta nella vita, credo. È facile che capiti. Ma se errare è umano, perseverare…

🙂

Credo che nel sentirci dire “sono tutti uguali” nell’ambito della professione che svolgiamo o delle passioni che coltiviamo (a partire dalla scelta degli strumenti come scarpe o bici da corsa, libri, racchette da tennis, borse tracolla o zaini da trekking, penne, automobili o mete di viaggio, ecc…) risponderemmo entramb* – Tu ed io –

“Tutti uguali? Ma scherzi?! Si vede che non te ne intendi“.

Concordi?

Non possiamo pensare di conoscere tutto. Possiamo però evitare di rimanere intrappolat* in quello che è stato definito

effetto Dunning-Kruger

Quell’effetto per cui, più ignoriamo delle conoscenze, più non ne siamo consapevoli.

(E più siamo competenti, più pensiamo di non saperne abbastanza. Si parla, infatti, anche di asimmetria del giudizio).

Perché Te ne parlo?

Perché nella nostra #VitaDaProfessionista ci è utile prendere consapevolezza di questo bias cognitivo, di questo vero e proprio inganno che ci gioca la mente e così da permetterci di “non fare di tutta un’erba un fascio”. Cioè, di differenziare per scegliere gli strumenti e le figure professionali più consoni al nostro qui e ora, ciò che più fa al caso nostro.

Differenziare è il metodo che trovo utile nella #VitaDaProfessionista: possiamo così prima definire i confini – chi fa cosa perché e come – per poi trovare anche punti di contatto, creare reti e interazioni nutrienti.

(“Tutto e uno” rimane un concetto chiave, ma questa è un’altra storia).

Superare l’effetto Dunning-Kruger

ci permette di

• riconoscere e cogliere i benefici del valore aggiunto di ogni persona/cosa

• distinguere la nostra Mucca viola e quella degli altri (ricordi cos’è?)

• rimanere in un atteggiamento di apertura davanti e nel mondo.

Nella pratica, così, per noi e per gli altri, per soddisfare i nostri e i loro bisogni, possiamo per esempio facilitare “ai non addetti” l’accesso e la condivisione delle conoscenze nell’ambito della nostra personale professione,

di cosa facciamo e come lo facciamo.

Nella pratica quotidiana, possiamo raccogliere materiale già pubblicato o scrivere noi stess* a proposito delle conoscenze del nostro ambito professionale, così da poter condividere con i nostri utenti/potenziali clienti conoscenza e cultura.

Così ognuno incontra il sapere dell’altro ed entra in un nuovo mondo.

Mica male!

È un po’ lo spirito alla base del progetto #LeInterviste: le guide pratiche (con il tag #LeInterviste) in cui ho chiesto a diverse figure professionali di introdurci nella loro professione: cosa fanno? Come ci possono essere di aiuto?

Perché, come ho citato già altrove,

“La cultura è l’unico bene che,
diviso tra tutti, si moltiplica

<3

E questo, secondo me,

è proprio un ben-essere

Per oggi mi fermo qui. Giusto una riflessione per questa #VitaDaProfessionista che di “insidie” ne ha già di ogni genere, togliercene una magari non dispiace 🙂

Ora Ti saluto, buon proseguimento!

P.S. Mi è venuto in mente quell’aforisma di Bertrand Russell,

“Il problema dell’umanità è che gli stupidi sono strasicuri, mentre gli intelligenti sono pieni di dubbi“.

Forse aveva già intuito l’esistenza dell’effetto Dunning-Kruger?

SteFania di Studio Netiquette

Ciao, sono Stefania Lovaglio, l'autrice di questa guida pratica. Altri spunti e strumenti utili per la #VitaDaProfessionista continuano sulla pagina Facebook “Netiquette” @LaNetiquette

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