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Allora, comunicazione o pubblicità?

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Allora, comunicazione o pubblicità?

Chissà nella Tua professione… nella mia, una delle conversazioni più frequenti (insieme a quella su “quanto costa un sito web?“) è
– “Tu di cosa ti occupi?”
– “Di comunicazione. In particolare per i liberi professionisti”
– “Ah, fai pubblicità quindi?”
– “Non proprio, mi occupo di quello che viene prima, cioè creo il piano di comunicazione”.

Questo “scambio di battute” si ripete ormai simile da un po’: ho capito allora che spesso comunicazione e pubblicità sono usati come sinonimi e con una connotazione negativa, a tratti di tentativo di convincimento, quasi di inganno, a tratti di vanità e autocelebrazione.
Così mi sono detta: qui c’è qualcosa da chiarire 🙂

La comunicazione è “l’arte dell’incontro” ed è sincerità.
La pubblicità è il megafono per un messaggio.
Di per sé, servono entrambe nel lavoro. Ma hanno modi e fini diversi.

Partiamo dall’inizio:
penso che le prossime righe possano essere utili anche per la Tua libera professione.
Sarò breve: una mini premessa e poi 3 punti, solo 3: pochi, ma buoni 🙂

Premessa

Sì, la comunicazione e la pubblicità – nell’ambito della libera professione – hanno una caratteristica in comune: quella del progetto.
Significa che, per essere davvero funzionali a darTi un risultato, entrambe hanno bisogno di essere parte di un piano, definito con 1. obiettivi 2. tempi 3. mezzi e linguaggi 4. strumenti di misurazione.

In altre parole, hanno bisogno di essere ragionate e di rispondere alle domande “Cosa vuoi ottenere? Quando? A chi Ti rivolgi? Come? Come misuri il risultato?” (in linea con il metodo delle 5w + 1 di cui trovi un grafico di riepilogo qui).

Per il resto, però, comunicazione e pubblicità non sono sinonimi.

1. Comunicazione o pubblicità?

Comunicazione e pubblicità – quando parliamo di libera professione – non hanno linee di confine super marcate e possono essere curate insieme, certo, anzi, sarebbe l’ideale.
Sono però diverse: sia nella loro definizione (l’enciclopedia Treccani definisce così comunicazione e pubblicità) sia in oggetto, forma, tempi e obiettivi.

Lo scrivo meglio con un esempio pratico: i Tuoi orari di lavoro. E la variazione in occasione di eventi o festività.

La condivisione di questo messaggio (oggettocon i Tuoi utenti/clienti – reali o potenziali – su un pannello/una targa in sede, in un box del Tuo sito web e un post social (forma) si chiama comunicazione. Agevola il Tuo lavoro in modo costante, nel quotidiano e nelle situazioni particolari (tempi); è utile a Te, a chi Ti cerca e crea i presupposti per una relazione soddisfacente, la possibilità di entrare in contatto e fruire di servizi in modo soddisfacente per Te e per loro (obiettivi).

Di questa comunicazione, la rispettiva pubblicità sarebbe definita da un messaggio “più urlato” con un taglio più promozionale (oggetto), da far circolare a pagamento, su canali online e non (forma), in un periodo di tempo definito, magari ripetuto (tempi). Magari in occasione di un’estensione del Tuo orario di lavoro. In modo da catturare l’attenzione del numero più alto possibile di persone e potenziali clienti da far venire da Te (obiettivi).

 2. Prima comunica, poi pubblicizza

È essenziale che comunicazione e pubblicità procedano sempre in questo ordine.
Questo perché, prima che la pubblicità amplifichi il numero di persone a cui far arrivare il Tuo messaggio, è importante che quel messaggio sia in linea con la Tua identità tradotta nella Tua immagine visiva. Che quindi per esempio Tu abbia già definito i colori, il carattere, il logo della Tua professione. Che Tu abbia già identificato ed espresso a parole il Tuo valore aggiunto: ciò che fa dire “scelgo Te perché“.

Procedere nell’ordine contrario sarebbe, invece, un rischio di immagine e uno spreco di risorse – tempo, energie e denaro. Infatti: pensa a una pubblicità che non abbia gli stessi colori con cui Ti distingui. O lo stesso “stile”. O se non rimandasse al sito web, alla pagina social, al canale di comunicazione che possa favorire il contatto e la presentazione della Tua attività. A cosa servirebbe?

In breve, la comunicazione è parte della Tua attività: è la relazione, la trasparenza, la condivisione del cosa è la Tua professione, di quali esigenze soddisfa e del come la svolgi Tu personalmente.
La pubblicità ha una carattere diverso: puoi attivarla più volte nel tempo per un messaggio e un obiettivo specifico, ben definito. Ma sempre, prima di lei, viene la cura della comunicazione.

3. Comunicazione e pubblicità trasparenti: si può

Con la comunicazione condividi con i Tuoi utenti/clienti il Tuo modus operandi – il Tuo modo personale di lavorare – e i servizi – i Tuoi, offerti da Te nel Tuo modo, con la Tua personalità – di cui possono beneficiare. Così: vera e propria sostanza, nessun asterisco, nessun “fiocco” di abbellimento.

Esempio:
nella Tua professione usi materiali italiani certificati e sostenibili per l’ambiente.
O la stampante 3d.
Oppure offri la consulenza online a distanza.
O un orario prolungato il lunedì.
Dati, risposte a bisogni, a esigenze: che non saranno utili in assoluto, cioè per tutte le persone, certo, ma lo saranno per quelle che scelgono Te proprio perché hanno scoperto – grazie alla comunicazione – che fai al caso loro.

La pubblicità che trovi in giro – per via di format, tempi, mezzi, obiettivi – a volte pecca di trasparenza.
Si tratta però di una scelta. Quindi Tu puoi scegliere un taglio trasparente, umano e, allo stesso tempo, efficace.
Per intenderci: nessun asterisco, nessun vincolo in piccolo, nessuna restrizione tale da infastidire l’utente potenziale cliente, ma un messaggio – magari promozionale – chiaro e diretto. Funziona e dice anche molto – di buono – di Te e della Tua professionalità.

Perché, di base, entrambe, comunicazione o pubblicità, hanno un carattere neutro: nessuna connotazione positiva o negativa. Ed entrambe servono per la Tua libera professione, soprattutto nelle fasi di avvio e rilancio.

La scelta della gestione di entrambe fa parte del Tuo modo di vivere la professione 🙂

SteFania di Studio Netiquette

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