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Font – che carattere!

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Font o carattere, strumento di comunicazione - Studio web Netiquette

Font – che carattere!

Il (la) font è il carattere tipografico con cui scrivi. C’è chi usa la parola “font” al maschile “il” – come farò qui – chi al femminile “la” (Ti segnalo un approfondimento che ne spiega il perché).

Sicuramente di font ne hai già incontrati almeno 2: Times New Roman e Comic Sans. Vero?

Font Times New Roman e Comic Sans

Ti svelo subito un segreto: non ho più usato entrambi dopo il 2010. Anno in cui ho fatto stampare la mia tesi magistrale, in Times New Roman appunto, pentendomene subito dopo.

In quanto a Comic Sans: è andato bene in ambito educativo. È molto amato dai bambini con dislessia: arrotondato e giocoso com’è, è infatti ben chiaro e rassicurante. Quindi sì, per questo ambito, che mi sta a cuore, ho scelto infatti font molto simili a Comic Sans, ma più “moderni”. Male, invece, in tutti gli altri di ambiti perché

ogni font ha un proprio contesto

E diciamo che quello di Comic Sans non è proprio la carta intestata di un libero professionista: commercialista, architetto, psicoterapeuta o chirurgo plastico che sia. Concordi? 😉

Forse anche Tu, se con questa guida Ti stai avvicinando per la prima volta al tema dei font, nelle prossime righe ne scoprirai e toccherai con mano di più adatti. Alla Tua professione. E ai testi che scrivi.

Intendiamoci eh: Times New Roman e Comic Sans hanno una bella storia, degna di lode. Anzi, Te la racconto subito con due estratti del libro di Simon Garfield sui caratteri tipografici (libro che Ti consiglio, lui è un giornalista inglese con uno stile piacevole)

Storia dei font Times New Roman e Comic Sans - Studio web Netiquette

 

Storia del font Times New Roman e del font Comic Sans - Guida Studio Netiquette

E come loro, ogni font ha una storia: ha un genitore (tendenzialmente un papà), una fase di crescita, di sviluppo e poi, per alcuni, arriva la morte, nel senso più o meno figurato del termine.
Il fatto è che, come dice anche Garfield in quel libro,

“i caratteri passano di moda”

Google ce l’ha dimostrato: cioè, negli anni ha cambiato più volte il carattere della sua scritta (il suo logo) (a volte ha cambiato anche i colori). Ti ricordi com’era per esempio la versione più recente prima di questa?

Da così

Il penultimo logo di Google
A così

Font del logo di Google 2017

Google, lo so, non è un libero professionista, quindi la domanda vien da sé:

nella Tua professione Ti serve pensare al font?

In 1 sola parola? Sì.
In 2 parole?
Decisamente sì 😉
Perché il font è a tutti gli effetti uno strumento di comunicazione, tra i più immediati, e lo è quindi anche per la Tua professione

Le caratteristiche delle font comunicano ai lettori un significato al di là della semplice sintassi

cit. 

Vuoi provare?

Così, se non l’avessi già fatto, ora hai l’occasione di vedere come cambia la percezione e la leggibilità di uno stesso nome scritto con caratteri diversi.

Puoi partire con questi

 

Cosa ne pensi?

Insomma,

  • se vuoi che i Tuoi testi siano letti, Ti conviene prima di tutto scegliere un carattere leggibile. Può sembrarTi ovvio. In realtà non sempre lo è.
    Per intenderci: avrai già trovato caratteri “creativi” o corsivi illeggibili? O, al contrario, hai notato a quale minuscola dimensione riesce ad arrivare un font in certi abbonamenti e contratti?
  • il font comunica e quindi suscita sensazioni: Ti è utile dedicargli attenzione e soffermarTi sulla sua scelta per valutare in modo consapevole e coerente con il Tuo ambito e il Tuo metodo di lavoro.

“I font non sono il semplice disegno di lettere dell’alfabeto, ma costituiscono un vero e proprio veicolo di emozioni (…) è proprio in virtù di questa loro innata capacità comunicativa che, in molti casi, sono finite per diventare icone universalmente riconoscibili, scolpite per sempre, nel bene e nel male, nell’immaginario collettivo di ogni epoca e latitudine”.

Direi che questa ne è una prova

 

Logo e font Disney - Esempio di riconoscimento immediato grazie al font

 

e anche questa R, concordi?

 

Font della rivista Rolling Stone

 

Adesso: Tu ed io non arriveremo ai posteri grazie al font. Non è la mia missione e neanche la Tua credo 😉
Ma quando riesci a individuare un font coerente e a usarlo in ogni Tua comunicazione in modo coordinato – online e offline (anche in ottica di personal branding per conoscerTi davvero e farTi scegliere) – di certo Ti rendi più facilmente riconoscibile. E, allo stesso tempo, trasmetti la stessa coerenzachiarezza e stabilità ai Tuoi utenti/clienti.

Poi sai, quello del font è tutto un mondo, bello, con una storia che parla di Romani e di popoli cinesi, di Gutenberg, di Manuzio e anche di Steve Jobs.
Di font ce ne sono con grazie (i decori più o meno vistosi su ogni lettera) – si chiamano serif – e senza – si chiamano sans serif o bastoni.
Ce ne sono di più consigliati per la scrittura/lettura sul Web e di altri migliori per la carta stampata.
Ce ne sono con licenza a pagamento o libera.
Per farTi un’idea Ti lascio curiosare tra i caratteri delle prove che hai trovato all’inizio.
Se poi volessi fare una scelta e parlarne in modo mirato per i testi della Tua professione, ci sono.

SteFania di Studio Netiquette

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1 A questo proposito

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