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Bon ton e netiquette: il gioco delle differenze

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Bon ton e netiquette: differenze - Esempio stretta di mano

Bon ton e netiquette: il gioco delle differenze

Ti ricordi il gioco delle differenze dell’altra guida, quello tra netiquette ed etichetta (intesa come bon ton)? Ti fosse utile un ripasso veloce, il link è questo.

Quella guida stava diventando “pericolosamente” lunga: sarebbe diventata pesante da leggere sullo schermo tutta d’un fiato. Così avevo promesso un’altra guida pratica: eccola.

Lì ti portavo i 3 punti della lista del bon ton a tavola come esempi.
Ammetto di trasgredire tutti e 3 😉 Il fatto è che non sento sostanza in nessuno. E Tu?
Cioè, per esempio, se proprio evitassi di chiedere il sale sarebbe più per la salute che per il bon ton. Così come, al contrario, non per bon ton, quanto per condivisione e riconoscenza, aspetto che tutti abbiano il loro piatto, chef compreso, prima di iniziare a mangiare.
E, abbondo, mi piace anche dire buon appetito e cin cin, in barba alla lista.

🙂

Battute a parte, come dicevo, quando non rispettiamo questo tipo di voci del galateo non compromettiamo né le relazioni né l’immagine. Mentre la netiquette, nel suo essere una questione di sostanza, quando manca, crea disagi nella comunicazione. Hai letto per esempio del maiuscolo?

Completo allora la guida precedente per fare chiarezza tra netiquette ed etichetta. Ero arrivata alla

4° differenza sulla questione delle distanze

quelle che la netiquette cerca di superare, mentre l’etichetta cerca di sottolineare.
Perché dicevo che la netiquette è cittadina del mondo: di base è la stessa per tutti. Mentre l’etichetta – il bon ton – cambia da cultura a cultura.

Per questo, quando viaggiamo come turista o quando ci relazioniamo per lavoro con persone di un altro Paese ci è utile informarci per tempo sul relativo bon ton.

C’è anche chi ha creato un business sull’etichetta professionale: come rivolgerTi a un cliente giapponese? Quali colori puoi indossare in quell’occasione? A volte sono trasgressioni capaci di creare problemi se non rispettate. Vanno cioè oltre le formalità, diventano un bon ton di sostanza.

esempio di abito per bon ton legato alla cultura

A questo punto, visto che il bon ton è un codice comportamentale a tratti di formalità, a tratti di indicatori di rispetto, diventa importante saperne valutare il peso. Per esempio, hai letto del taarof?

Il taarof è il bon ton dell’Iran

E, a quanto ho sentito, è ancora molto vivo, lo leggevo in un articolo della BBC e poi online nella storia di una ragazza iraniana che vive in Italia (aggiornamento: ho rimosso il link perché non più esistente).

5° differenza tra netiquette ed etichetta

* La netiquette *

è paritaria: cerca di mettere sullo stesso piano relazionale le persone. Anche se diverso nell’organigramma del personale. Non ci autorizza a prenderci libertà e confidenze. Per tutti, però, a prescindere dalla “gerarchia” professionale, valgono le stesse indicazioni di netiquette.

Per cui, per esempio, anche da “un superiore”, possiamo aspettarci email scritte in minuscolo – quindi non urlate – e con il campo “oggetto” compilato.

(P.S. A questo proposito: vuoi dare un’occhiata a tutte le buone pratiche per curare le comunicazioni email? Ho fatto un riassunto in 10 punti).

* L’etichetta *

è più gerarchica: per certi aspetti serve proprio a sancire e ricordare ruoli e posizioni.
Hai presente la regina Elisabetta II? Esistono un dress code e un protocollo molto rigidi. Proprio in questo periodo i giornali ne stanno scrivendo per 2 motivi, opposti.

Il primo è perché è stato “svelato” il dress code reale: l’etichetta in materia di abbigliamento della casa reale inglese. Se Ti interessasse conoscere come si deve vestire Sua Maestà, puoi curiosare tra queste schede.

L’altro motivo, invece, è per la trasgressione del protocollo.
Hai già letto dell’ex first lady americana Michelle Obama?
E, più di recente, del governatore canadese in visita?

Entrambi hanno “toccato” la regina: Michelle Obama le ha toccato la schiena, il governatore il gomito. Ma questo è vietato dal protocollo: la regina non può essere sfiorata.

Di buono c’è che, a quanto pare, nessuna delle 2 trasgressioni ha creato scompiglio: forse forse anche il bon ton più formale si sta scrollando gli eccessi? Chissà…

N.B.

In chiusura, oltre alle differenze, mi fa piacere dedicare un pensiero al punto comune che hanno per me netiquette ed etichetta: il bisogno umano di condividere dei codici di comportamento per la relazione, per la convivenza, il vivere insieme.

Se solo potesse bastare…

Stefania Milena di Studio Netiquette

Ciao, mi chiamo Stefania Milena, sono l’autrice dei Contenuti di questa sezione #CosìPerEsempio. Per altro su di Me e su di Loro > Contatti. Buona navigazione!

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