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Il piano di comunicazione – Cos’è? Ti serve?

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il Piano di comunicazione - Studio Netiquette a Torino e Ivrea

Il piano di comunicazione – Cos’è? Ti serve?

Cos’è il piano di comunicazione?
E a Te serve?

Per valutarlo, possiamo partire da un caso reale, quello di chi

vive alla giornata con un piano

e non è un paradosso. Ecco perché in un esempio.

La mattina facciamo colazione: questo è il primo passo del “piano” per vivere bene ogni nuova giornata.

Cosa mangiamo? Ecco, questo fa parte del “vivere alla giornata“: lo possiamo sentire e decidere ogni volta. Dolce o salata o un mix.

Possiamo farlo ogni giorno?

Sì, perché nella lista della spesa – che è di fatto un “mini-piano” – possiamo includere la, diciamo così, variabilità di umori alimentari e di volta in volta possiamo scegliere in base al momento/periodo. Quando non abbiamo in casa ciò di cui abbiamo voglia, possiamo comunque trovare modi/posti per reperirlo in quel momento.

Insomma,

il piano è una dispensa di opportunità

in tutti i sensi 🙂

Com’è il nostro inizio di giornata? Magari le nostre liste della spesa per la colazione saranno diverse tra loro: pur sempre da fare, concordi?

Lo stesso vale nel lavoro

Un piano nel lavoro serve: che sia da avviare o da rilanciare,
ci permette di chiederci

  • cosa fare
  • perché
  • come
  • quando
  • dove

e di fare ordine in modo utile.
Ricordi il metodo delle 5 w + 1?

 

In questo modo possiamo

• creare una panoramica di quei cosa fare e quei perché sine qua non visualizzare con chiarezza i passi da fare
• organizzarci per farli: come farli e quando.• misurare quelli che abbiamo fatto e stiamo facendo.

E così proseguire con i passi successivi, con alcuni punti chiave stabili offerti dal nostro piano e con un po’ di navigazione a vista, data dal mix di nostro sentire, nostre intuizioni e feedback esterni.

Lo stesso vale nella comunicazione per il lavoro

> C’è una richiesta? Una domanda che vuole ciò che vogliamo offrire? E perché sceglierci tra tant*?

> Quali sono i nostri perché, i nostri obiettivi? Obiettivi generali, come divulgare o avere più utenti/clienti o far conoscere la nostra professione sul Web? E obiettivi specifici, come ricevere 100 visite al giorno sulla nostra pagina social preferita?

> Come vogliamo raggiungerli? Con quali messaggi? Quale/i format? Quali toni? Con quale immagine che ci distingue e ci rispecchia?

> Quali strumenti e quali canali – online e offline – ci sono utili per raggiungere questi obiettivi, condividere i nostri messaggi e relazionarci con i utenti/clienti, già tali o potenziali?

Per esempio, può essere il sito web ottimizzato anche per smartphone e tablet. In linea con il biglietto da visita con il qr che rimanda al sito web. O un blog di articoli. O un evento in sede oppure online. Oppure questo e altro

> Con quale cadenza vogliamo condividere i nostri contenuti? Quale frequenza ha senso per noi e per le persone a cui ci rivolgiammo?

Infine

  • In quanto tempo vogliamo raggiungere ognuno di questi obiettivi?
  • Come misuriamo di averli raggiunti?

Ecco cos’è il piano di comunicazione

È la risposta panoramica a queste domande: è la bussola per calcolare il percorso per la nostra professione e la direzione per i nostri passi. Con una consapevolezza: viverlo in modo flessibile, con la disponibilità di ricalcolare via via ogni nuovo passo del percorso.

La sua funzione, infatti, non è quella di gabbia, è quella di porta che fa entrare e uscire ciò che realmente ci serve e introduce e lascia andare ciò che non ci serve. E riesce a fare tutto questo nel breve-medio-lungo periodo, mentre attraversiamo il cambiamento di contesti e tempi.

È inoltre utile perché

non basta saper fare:
è essenziale farlo sapere

Non a caso è un piano di “comunicazione“, cioè “mettere in comune, condividere“:

“(con la variante arcaica communicazione, più vicina all’originale latino) si usò inizialmente per indicare la ‘trasmissione di una qualità, un’energia, un movimento’, il ‘mettere in comune’ da parte di un soggetto di una sua proprietà, carica, privilegio, attribuzione, perché diventasse dote anche di altri. Da questo valore si è sviluppato, in seguito, quello più specifico di ‘trasmissione, diffusione di un pensiero, del risultato di una ricerca, di una notizia

– BATTAGLIA S., Grande dizionario della lingua italiana, UTET, TO 1961 –

L’alternativa? Andare a casaccio

una tentazione che in certi momenti è anche molto produttiva e per questo contemplata nel piano: santa creatività senza lacci; come unico modus operandi, invece, può portare a una grande confusione nel da farsi immediato e nella ricerca della nostra strada professionale, soprattutto quando il contesto è quello del Web, a rischio di disorientamento per sua natura.

Il piano di comunicazione è allora uno strumento capace di far andare alla scoperta e, allo stesso tempo, di evitare la dispersione delle nostre risorse – di tempo, denaro ed energie – e la frustrazione che ne consegue (o che ne è all’origine).

E a Te serve il piano di comunicazione?

Azzarderei un “sì” 🙂 Perché con Lui puoi fare chiarezza: puoi focalizzare i messaggi da comunicare, definire a quali persone rivolgerli, i tempi e gli strumenti più opportuni per farlo. In modo coerente con la Tua reale autenticità, in modo da conciliare Te-casa-attività quotidiane-lavoro e di rendere possibile dentro di Te uno stato di lucidità e creatività nella vita di tutti i giorni.

Ora hai uno di piano di comunicazione? No? Sì? Lo usi?
Come l’hai impostato? Quale format hai scelto (a tabella, a riquadri, online o su un foglio di carta appeso in bacheca)?

Qui ne trovi un primo riepilogo scritto e se volessi parlarne a voce, ci sono.

Stefania Milena di Studio Netiquette

Ciao, mi chiamo Stefania Milena, sono l’autrice dei Contenuti di questa sezione #CosìPerEsempio. Per altro su di Me e su di Loro > Contatti. Buona navigazione!

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