Phubbing: dimmi che Tu non lo fai
Il phubbing?
Che mi dà fastidio lo sento sempre. Il suo nome, invece, l’ho scoperto solo di recente 😉
La parola è il mix di “phone” e “snubbing”, cioè di “telefono” e di “snobbare, trascurare“: il phubbing è l’atto scortese di chi continua a consultare lo smartphone quando è in compagnia di altre persone.
Tu lo fai? O l’hai subito?
O entrambe le cose?
Sai che gli hanno dedicato un sito web? Dentro ci trovi, tra l’altro, la classifica dei paesi abitati da più “phubber” nel mondo: New York, Los Angeles, Londra, Parigi, Hong Kong e Sydney sono nelle prime posizioni.
Fa parte di un’iniziativa che gira dal 2013 – questo è il link – si chiama
“Stop Phubbing”
Ti dà anche la possibilità di personalizzare un testo mail già impostato da inviare a un/una “praticante di phubbing” di Tua conoscenza per comunicare il Tuo invito a pensarci su…
Ti è già venuto in mente qualcuno a cui inviarlo? 😉
E di scaricare un paio di locandine da appendere nella Tua sede.
Come questa

Cioè, rispetta il cibo, la musica e la compagnia che hai intorno
Un’altra locandina dice
“Lascia il telefono in tasca e conversa nel mondo reale“.
Hanno anche inserito dei giochini: le foto dei vip in modalità “phubber”
e la segnalazione pubblica con la foto del conoscente attaccato allo smartphone.
Insomma, l’idea è di sensibilizzare sulla questione che, nella parte finale del sito web dell’iniziativa, è definita come “la fine della civiltà“.
Un’espressione forte, sì. Il fatto è che la questione phubbing sta minando davvero
la comunicazione tra le persone e le relazioni
Voglio dire: quante volte ci capita di interfacciarci con persone che, invece di guardare noi, guardano lo smartphone?
Tu come Ti senti? Cosa Ti comunica questo atteggiamento?
Non è certo lo smartphone il colpevole: lo dimostra il fatto che esiste una versione precedente non tecnologica a questo fenomeno.
È quella della mancata accoglienza e considerazione al momento dell’ingresso di un utente in studio/negozio. Quando chi dovrebbe salutarci e rivolgersi a noi, continua a fare “la qualsiasi cosa” che stava facendo prima del nostro arrivo.
Tu fai lo stesso?
Spero di no e che il ricordo di questa breve guida – in caso di tentazione – apparirà sulla spalla come un angioletto, con o senza smartphone.
N.B.
A proposito di pratiche da evitare:
bandito anche il ghosting,
“il diventare fantasmi“. L’atto cioè di smettere di rispondere a chiamate e messaggi delle persone con cui abbiamo stretto delle relazioni – professionali e non – e sparire così all’improvviso, senza spiegazioni né preavviso. Non è una leggerezza, com’è spiegato qui.
Sempre benvenuta invece la netiquette.


