Cosa desideri trovare?

GDPR e libera professione: 4 link utili

Studio Netiquette / Come fare  / GDPR e libera professione: 4 link utili

gdpr per liberi professionisti

GDPR e libera professione: 4 link utili

GDPR (il Regolamento UE 2016/679): l’avrai sentito sicuramente citare, se non altro in tutte le email ricevute sulla questione, vero?

Questa è una guida pratica su misura per la nostra #VitaDaProfessionista: per tirare le fila sugli adempimenti del GDPR nello specifico della libera professione.
Infatti sì, il GDPR riguarda anche (oltre alle aziende e alla pubblica amministrazione) chi – come Te e me – svolge una libera professione.

Nelle prossime righe trovi 4 link con contenuti detti e scritti direttamente da chi di GDPR (che sta per “General Data Protection Regulation”, Regolamento generale sulla protezione dei dati) “ne sa” davvero e ne parla in maniera chiara anche per noi “non addetti ai lavori”.
Perché, come sempre in ogni ambito: a ognuno il proprio 🙂 E questa materia richiede competenze specifiche, insieme legali, informatiche e digitali.

Il primo link utile sul GDPR

a cui Ti rimando è l’articolo (questo) redatto ad hoc da ACTA, l’associazione dei Freelance.
Risponde alle domande: Ti riguarda il GDPR? In che misura? Come puoi muoverTi?
Contiene indicazioni pratiche per adeguarTi al Regolamento nello svolgimento della Tua libera professione.

PS. Se avessi saputo della scadenza del 25 maggio 2018 all’ultimo secondo, sempre sul sito ACTA trovi anche queste indicazioni “per freelance ritardatari”.

Il secondo link sul GDPR

è un video (questo): contiene una trattazione globale con parole e concetti chiave esplicitati dalla docente di “diritto costituzionale e diritto dell’internet” del Dipartimento di Giurisprudenza, Lara Trucco (di Genova).
Spiega in pochi minuti il perché di questo Regolamento. A cosa serve? Quali novità rispetto al Testo Unico sulla Privacy?
È utile anche per chiarire lo spirito più profondo, l’esigenza e la bontà di questa normativa.

Il terzo link

è una panoramica scritta da Mauro Alovisio – avvocato e docente specializzato nel diritto delle nuove tecnologie e nella protezione dei dati personali dell’Università degli Studi di Torino – (tra l’altro presidente pro tempore dell’associazione CSIG, Centro Studi informatica giuridica di Ivrea-Torino) nel maggio 2016: periodo in cui il Regolamento è stato pubblicato con l’obbligo, di lì a 2 anni (25 maggio 2018), di essere recepito.
Risponde alle domande: perché il GDPR? Perché adesso?
Ti inserisco questa trattazione più generale perché il GDPR richiede sì nuovi adempimenti a chi svolge, come Te e me, una libera professione, allo stesso tempo, però, ci riserva anche dei diritti, a me e Te che, nella nostra vita, siamo anche utenti e clienti, vero?

PS. Ti segnalo anche un altro articolo dello stesso sito se volessi un approfondimento sui diritti12 – introdotti dal GDPR.

Il quarto (e ultimo) link

è l’edizione italiana integrale del Regolamento pubblicato sulla Gazzetta ufficiale dell’Unione europea (in pdf).
Hai modo così di consultare la fonte prima per eccellenza. Puoi darle un’occhiata, anche saltellando: trovo che venga fuori quello spirito di cui ho scritto sopra.

Per esempio, in queste righe (a pag. 1)

“I principi e le norme a tutela delle persone fisiche con riguardo al trattamento dei dati personali dovrebbero rispettarne i diritti e le libertà fondamentali, in particolare il diritto alla protezione dei dati personali, a prescindere dalla loro nazionalità o dalla loro residenza.

Il presente regolamento è inteso a contribuire alla realizzazione di uno spazio di libertà, sicurezza e giustizia e di un’unione economica, al progresso economico e sociale, al rafforzamento e alla convergenza delle economie nel mercato interno e al benessere delle persone fisiche”.

E in queste (a pag. 2)

“Il trattamento dei dati personali dovrebbe essere

al servizio dell’uomo.

Il diritto alla protezione dei dati di carattere personale non è una prerogativa assoluta, ma va considerato alla luce della sua funzione sociale e va contemperato con altri diritti fondamentali, in ossequio al principio di proporzionalità.

Il presente regolamento rispetta tutti i diritti fondamentali e osserva le libertà e i principi riconosciuti dalla Carta, sanciti dai trattati, in particolare il rispetto della vita privata e familiare, del domicilio e delle comunicazioni, la protezione dei dati personali, la libertà di pensiero, di coscienza e di religione, la libertà di espressione e d’informazione, la libertà d’impresa, il diritto a un ricorso effettivo e a un giudice imparziale, nonché la diversità culturale, religiosa e linguistica”

Infine, da pag. 33, trovi anche le definizioni di concetti come “dato personale”, “trattamento”, “profilazione”, …

Spero che ora il GDPR sia più chiaro e familiare: hai fatto tutto il necessario?

 

SteFania di Studio Netiquette

Per la Tua #VitaDaProfessionista, oltre queste guide pratiche, trovi strumenti utili sulla pagina Facebook “Netiquette” @LaNetiquette

6 A questo proposito

  • Studio Netiquette

    26 maggio 2018 12:00

    Il GDPR introduce il “data protection officer”, abbreviato in DPO: cioè la figura del responsabile della protezione dei dati personali.
    Una persona scelta e nominata per essere “coinvolta in tutte le questioni riguardanti la protezione dei dati personali”.

  • Studio Netiquette

    26 maggio 2018 12:52

    Segnalo il sito ufficiale del Garante Privacy per aggiornamenti in materia
    https://goo.gl/YzZy8q

  • Studio Netiquette

    26 maggio 2018 20:37

    Come in linea con il concetto di usabilità,
    il GDPR parla anche della “Data Protection by design“.
    In breve riassunta così:
    “Qualsiasi progetto (sia strutturale sia concettuale) va realizzato considerando dalla progettazione (appunto by design) la riservatezza e la protezione dei dati personali.
    (…) vengono individuati 7 principi definiti fondazionali che esprimono pienamente l’intero senso di questa prospettiva:
    1. Proattivo non reattivo – prevenire non correggere;
    2. Privacy come impostazione di default;
    3. Privacy incorporata nella progettazione;
    4. Massima funzionalità − Valore positivo, non valore zero;
    5. Sicurezza fino alla fine − Piena protezione del ciclo vitale;
    6. Visibilità e trasparenza − Mantenere la trasparenza;
    7. Rispetto per la privacy dell’utente − Centralità dell’utente.

    Per la spiegazione più articolata, ecco l’articolo su IlSole24Ore https://goo.gl/kpJXNX

Tu cosa ne dici?