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3 film sulla schiavitù

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Film sulla schiavitù

3 film sulla schiavitù

Film sulla schiavitù? Sì, non hai sbagliato pagina.
Ho scoperto che il 25 marzo è la Giornata internazionale di Commemorazione delle Vittime della Schiavitù e della Tratta Transatlantica degli Schiavi.
Ho letto che lo è dal dicembre del 2007 e che la comunicazione è stato il tema della Giornata 2009.
Non lo sapevo.

Credo nella forza dei film

credo che siano capaci di creare consapevolezza, con me funziona per esempio. Con Te?
Poi penso che sì, una sola giornata all’anno non basti, ma è di fatto è una data simbolica, un post-it che ci ricorda di ricordare. E possiamo tenerlo poi noi in testa – Tu ed io – in tutti gli altri giorni. Come dice bene Samuel Johnson

la vera arte della memoria è l’attenzione

Concordi?
Così in onore di questa Giornata ho deciso di lasciare un mio contributo

3 film sulla schiavitù

Sono quei 3 film che mi vengono in mente all’istante quando sento parlare di questo tipo di schiavitù.
Alla fine di ognuno dei 3 sono rimasta senza parole; solo piena di amarezza, tristezza, di una brutta sensazione di ingiustizia, di incapacità o forse di impotenza. In ogni caso, tutto il contrario di umanità e comunicazione.
Ti lascio ai trailer, penso capirai meglio il perché.

12 anni schiavo

Django unchained

Amistad

P.S. Per Amistad, il più datato dei 3 come uscita, Ti rimando a questa scheda.

Sono tutti film sulla schiavitù molto incisivi e molto “crudi”.
Non so se consigliarTi di guardare ciascuno nella versione integrale o di ricordarne soltanto questa piccola presentazione.
Quel che so è che ci sono stati dei cambiamenti, ma in fondo la storia si ripete. Il tema della schiavitù si ripete.
Solo in altri scenari, con altri protagonisti, con altre vittime e altri carnefici. E altre persone (per ignoranza, paura, impotenza?).

Nelle sue tante forme, la schiavitù tocca da vicino

contesti di vita quotidiana e di lavoro non così lontani.
Mi viene in mente quell’esperimento del 2015. Quello delle magliette, hai presente?

In breve, un distributore automatico ha in vendita magliette nuove a soli 2 € (Berlino, in una delle piazze più frequentate). Un affare. Eppure, dopo la prima fase di entusiasmo, nessuno decide di procedere con l’acquisto.

Perché?

Lo puoi scoprire nel video. Ti anticipo che la comunicazione apre tante possibilità, anche molto belle. E che per questo esperimento è stato lanciato l’hashtag #WhoMadeMyClothes, cioè, “chi realizza i miei vestiti”

Buona memoria

SteFania di Studio Netiquette

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2 A questo proposito

  • Stefania

    Rispondi 5 maggio 2017 12:15

    Nella guida ho scritto dell’esperimento sociale delle magliette a 2 €.
    Ho visto anche questo, un video sulla moda, sulla “fast fashion”

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