
3 cose da sapere sul nostro cervello
Sai che ci sono 7 giorni ogni anno, 7 giorni di marzo, in cui, in più Paesi nel mondo un calendario di eventi è dedicato al nostro cervello?
È la Settimana del Cervello
Per la prima volta è stata promossa dalla European Dan Alliance for the Brain. E via via ogni edizione si arricchisce di nuovi appuntamenti e promotori.
Anche in Italia c’è un bel programma.
Infatti ogni anno ho seguito – e seguo – incontri davvero interessanti.
Quelli per esempio
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- sul cervello in azione: durante un giro di poker e un giro di corsa
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- sull’apprendimento nelle fasi della vita
- sulle emozioni.
Stavolta, per questa Settimana, ho pensato di partecipare anche in un altro modo: con questo articolo. È su
3 cose utili da sapere sul nostro cervello
Qui Ti racconto di 3 caratteristiche del cervello e della loro applicazione nella vita reale di tutti i giorni, lavorativa e non.
Iniziamo con la prima?
1. Il cervello è risparmiatore
“Tende sempre a ridurre il suo tempo di elaborazione dell’informazione, soprattutto quando è esposto a un ambiente ricco di stimoli come quello dei negozi e dei grandi magazzini” dice Nicolas Gueguen, docente e ricercatore di psicologia sociale.
Questa “fretta” in parte deriva dall’istinto di sopravvivenza dei nostri antenati delle caverne. E oggi questa sua fretta, a volte, non ci permette di riflettere in modo razionale sulle situazioni.
È così che ci distorce la percezione della realtà.
Un esempio?
Al supermercato o in negozio, sul cartellino trovi indicato il prezzo di 16,95 €.
Il cervello “vede” – e assimila – solo le prime due cifre, il numero 16.
Ti induce così a pensare che quel prodotto costi 16 €. Quando, al contrario, secondo la logica matematica e del portafoglio, il costo reale di quel prodotto sia molto più vicino a 17 €. Concordi?
Ecco anche il perché dei tanti prezzi a 0,99 € al posto di 1 €, 1.99 € al posto di 2 €, ecc…
Ti è successo? Ti succede?

2. Il cervello è plastico
“La sorprendente plasticità del cervello può portare a massicce riconversioni funzionali di aree normalmente coinvolte in altri compiti” ci dice Mattia Maccarone, giornalista scientifico.
In altre parole, il cervello è in grado di creare nuove connessioni e, soprattutto, è in grado di riprogrammare la funzione di certe aree.
Un bel po’ di anni fa a questo proposito avevo letto “Il cervello plastico” di Ian H. Robertson. Ancora oggi ricordo un esperimento che conteneva.
Tra una riga e l’altra, a un certo punto, sulla pagina compare un agglomerato di puntini sparsi in ordine – apparentemente – casuale. Questo.

(Mi scuso per la qualità dell’immagine)
Cosa vedi? Soltanto tanti puntini?
Riconosci qualcos’altro?
…
Se Ti dicessi che c’è un rinoceronte?
Adesso lo vedi? 🙂
Un altro esempio?
Alcuni studi ci hanno dimostrato che il ruolo dell’area cerebrale che nelle persone vedenti è legata alla vista, nelle persone non vedenti svolge i compiti che si trovano in altre aree cerebrali.
Ecco perché la persona non vedente sviluppa di più e in altro modo gli altri sensi.
3. Il cervello è musicale
“Memorizziamo meglio le parole quando ci sono presentate insieme a un motivo musicale.
Non a caso il silenzio si traduce in una diminuzione del giro di affari del 28% e, negli uffici open space non sonorizzati, addirittura, in un abbassamento del 66% della produttività” ci dice Alan Goudey, professore e ricercatore business e marketing.
Sai perché?
È stato ipotizzato che sia legato a due questioni.
Una ha a che fare con la capacità della musica di coprire rumori stressanti e fastidiosi.
L’altra, di carattere evolutivo, è dettata dalla percezione del silenzio come pericolo. Questo perché, spesso, in natura, il silenzio è “mimetico” per la presenza di un predatore.
Hai notato che
la pubblicità e le promozioni che trovi in tv e nei negozi sfruttano queste caratteristiche del cervello?
Volessi approfondire l’argomento Ti suggerisco 3 libri. Uno, scorrevole, è sulle neuroscienze applicate al marketing, “Le bugie del marketing”. Sottotitolo: “Come le aziende orientano i nostri consumi”.
Altri due (bestseller) sono Buyology e Neuromarketing.
Tutti e 3 sono di Martin Lindstrom. All’interno riporta esempi pratici delle strategie usate tra le mura degli uffici marketing aziendali a partire dallo studio delle caratteristiche del cervello, tuo e mio.
P.s.
Chiudo con una vignetta di Mafalda che mi ha fatto sorridere

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